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Lattanzi Luciano

Luciano Lattanzi nasce a Carrara nel 1925 dove muore il 7 Agosto del 2010. Nel 1947 si laurea in lingua e letteratura inglese all’Istituto Orientale di Napoli. Dopo un attività di poeta (1949-1956), nel 1957, pubblica a Londra il manifesto della pittura semantica (introduzione di R. K. Elliot) ed espone presso la New Vision Gallery a Londra. Lattanzi è pertanto da considerarsi il teorico e l’ideatore della pittura semantica che si distingue dall’espressionismo astratto di Pollock ed altri in quanto indaga il segno pittorico instintivo e meccanico che prescinde da ogni condizionamento. Le sue conoscenze musicali (per 10 anni si è dedicato allo studio del violino) gli avevano dato certezze circa la coesistenza fra il rigore della ragione e la libertà istintiva del gesto. Nel 1959 si reca in USA invitato dall’università del Minnesota, per una mostra personale e conosce la Dott.ssa Rhoda Kellogg (Analisi dell’arte infantile) che studia da anni i disegni infantili, che conferma in Lattanzi la certezza di un alfabeto gestuale innato, infatti i disegni di base di ogni bambino dai 2 ai 4 anni, quindi non ancora condizionati da nessuna forma di cultura o sistema, sono gli stessi in ogni parte del mondo. Nel 1961 conosce Werner Schreib , pittore tedesco che condivide le sue stesse ricerche e con il quale stabilirà un lungo sodalizio artistico che si interromperà con la morte di quest’ultimo nel 1969. Nel 1964 è invitato alla XXXII Biennale di Venezia. Nel 1965 la sua pittura si evolve verso una pittura ornamentale in linea con la "Neue Ornamentik" del tedesco Klaus Hoffman, cercando una bellezza del segno fine a se stessa e un puro piacere percettivo nell’osservazione, tutto cio’ viene letto dalla critica del tempo come un arte disimpegnata politicamente in antitesi con tutto ciò che stava avvenendo in Italia e in Europa, in dissonanza con lo spirito del tempo che voleva l’artista marxista. Fra le opere più significative di questo periodo va ricordata la serie dei dodici pannelli "Berliner Skizzen" commissionatigli dalla Akademie der Kunste sul tema del muro di Berlino. Seguira’ un periodo di isolamento da parte della critica nei suoi confronti, in questo periodo Lattanzi vivrà a Milano nella quale consoliderà il suo rapporto di amicizia con il chirurgo milanese Ugo Ruberti che si occuperà di lui nei testi "La pittura d’ ornamento-Luciano Lattanzi 1968-1985" e "Il post-Informale in Europa". Nel 1985 inizia la sua terza età pittorica sposando le teorie schematiste di Robert Estivals il quale ritiene che anche un concetto astratto possa essere decifrato, reso visivamente riconoscibile e comunicato. Nel 2004 viene pubblicato un saggio di estetica su di lui: Ornamento e Occidente: il caso Lattanzi a cura di Marcello Nesti. Una mostra antologica presso la Chiesa del Suffragio a Carrara nel 2006 lo celebra, lui giramondo per oltre metà secolo, nella sua città di origine, per l’occasione viene pubblicata una monografia Tra Significato e Significanti a cura di Mario Costa. Nel 2007 il Museo Internazionale delle Arti Applicate Oggi MIAAO di Torino gli dedica una mostra Disegni "ornamentali" di penna e sfera.


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