Galleria Elleni
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Tagliaferro Aldo

Nasce a Legnano nel 1936, città nella quale svolge in età giovanile un intensa attività pittorica. Nel 1963 si trasferisce a Sesto San Giovanni al "Quartiere delle botteghe" come lo aveva chiamato il suo ideatore, il costruttore edile e collezionista Felice Valadè, il quale aveva messo a disposizione una ventina di studi a degli artisti in cambio di quadri, oltre a Tagliaferro: tra gli altri Vermi, Castellani, Bonalumi, Bruno Di Bello e Fabro.Dopo l’ esperienza pittorica dal 1965 continua la sua ricerca usando l’immagine fotografica perché il mezzo più vicino alla realtà, per documentazione e analisi critica del contesto socio-politico e del comportamento dell'uomo.Espone il primo lavoro fotografico al premio di pittura San Fedele di Milano del 1965 che susciterà molte discussioni, in quanto in un dibattito la critica aveva sostenuto che la fotografia "non era pittura". Nel 1968 aderisce alla Mec-Art e dal 1971 prosegue la sua ricerca in modo autonomo. Tra il 1968 e il 1969 orienta la propria ricerca sulle molteplici possibilità dell’uso dell’immagine fotografica; tra le varie ricerche: "Immagini fusibili", come possibilità di far interagire due immagini; l’uso della carta pellicolabile, per ottenere delle immagini ripetitive ma differenziate nel colore; la tela emulsionata nel 1969, utilizzando anche un retino come elemento di coagulo o di scansione dell’immagine. Nel suo lavoro la sperimentazione è molto evidente.Nel 1970 viene invitato alla Biennale di Venezia, ed anziché eseguire un manufatto all’interno dello spazio espositivo, utilizzerà l’occasione per fare un analisi critica e ironica del ruolo dell’artista in una condizione precostituita, contrapponendo come elemento ironico lo zoo e i suoi regolamenti, in "Analisi di un ruolo operativo".Molteplici sono le esposizioni negli anni settanta, nel 1970 alla Galleria Christian Stein di Torino e alla Bertesca di Genova, nel 1972 alla Galleria del Naviglio nel 1973 al Museum am Ostwall di Dortmund e alla Galleria l’Uomo e l’Arte di Milano.Dal 1979 si trasferisce in Africa dove vive per due anni, entrando in contatto con la cultura africana che gli ispira un lavoro dedicato alle pettinature delle donne.Queste, con il ciclo "Dal segno alla scrittura" del 1983 vengono analizzate per il "segno" che esse tracciano.Con l’ultimo lavoro Sopra/Sotto- un metro di terra, l’artista ritorna all’analisi intimistica con la quale esplora il rapporto tra il proprio io e l’"esterno" in una relazione temporale.Nel 2001 tiene un antologica alla Fondazione Bandera di Busto Arsizio curata da Alberto Fiz e Vittorio Fagone che di Tagliaferro scrive" Egli ha scelto la fotografia come tramite tecnico e linguistico di un originale ricerca, indicando che la ragione che lo ha spinto è stata la possibilità di rilevare-rivelare ogni manifestazione visuale del reale". Nel 2002 è invitato alla mostra Utopie Quotidiane al PAC di Milano. Nel 2007 è invitato al Museo d'Arte Contemporanea Villa Croce a Genova "In pubblico. Azioni e idee degli anni 70 in Italia". Muore a Parma il 30 Gennaio 2009.


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